Pervez Musharraf Fatti veloci | CNN



CNN

Ecco uno sguardo alla vita di Pervez Musharraf, ex presidente del Pakistan.

Data di nascita: 11 agosto 1943

Luogo di nascita: Nuova Delhi, India

Nome di nascita: Pervez Musharraf

Padre: Syed Musharraf Uddin, diplomatico di carriera

Mamma: Inizia la Zarina Musharraf

Matrimonio: Sehba Musharraf (dicembre 1968-oggi)

Figli: Ayla; Bila

Formazione scolastica: Accademia militare pakistana, 1961; Accademia militare di Kakul, 1964

Religione: musulmano

1947 – La famiglia di Musharraf si trasferisce in Pakistan quando l’India britannica viene divisa in India e Pakistan. La famiglia si stabilisce a Karachi.

1949-1956 Trascorre la prima infanzia in Turchia a causa dell’incarico del padre ad Ankara.

1964 – Viene nominato sottotenente in un reggimento di artiglieria dell’esercito pakistano.

1965 Viene premiato con Imtiazi Sanad (medaglia) per la galanteria durante la guerra indo-pakistana del 1965.

1971È un comandante di compagnia in un battaglione di commando durante la guerra indo-pakistana.

1991 Viene promosso maggiore generale.

7 ottobre 1998 Viene nominato capo di stato maggiore dell’esercito con il grado di generale.

9 aprile 1999 Viene nominato presidente dei capi di stato maggiore congiunti.

12 ottobre 1999 Conduce un colpo di stato contro il primo ministro Nawaz Sharif e diventa capo del governo. Sharif aveva precedentemente licenziato Musharraf dopo la fallita invasione dell’esercito a Kargil, nel Kashmir controllato dagli indiani.

20 giugno 2001 – Si autoproclama presidente del Pakistan pur rimanendo capo dell’esercito.

30 aprile 2002 Si tiene un referendum sulla permanenza in carica di Musharraf per altri cinque anni; passa per un ampio margine.

agosto 2002 Attua 29 emendamenti alla costituzione, concedendosi il potere di sciogliere il parlamento e rimuovere il presidente del Consiglio.

14 e 25 dicembre 2003 Due attentati alla vita di Musharraf falliscono.

1 gennaio 2004 – Un voto di fiducia in parlamento consente a Musharraf di rimanere al potere fino al 2007. Ottiene i voti di cui ha bisogno promettendo di dimettersi da capo dell’esercito alla fine del 2004.

25 settembre 2006 Viene pubblicata l’autobiografia di Musharraf, “In the Line of Fire”.

6 ottobre 2007 – Un conteggio non ufficiale dei voti indica che Musharraf ha vinto con una valanga di voti alle elezioni presidenziali. Un certo numero di parlamentari ha boicottato il voto in entrambe le camere.

3 novembre 2007 Il presidente Musharraf dichiara lo stato di emergenza in Pakistan. Sospende la costituzione del Paese, rinvia le elezioni di gennaio 2008 e impone restrizioni ai media. Le autorità governative arrestano 1.500 persone che protestano contro lo stato di emergenza.

28 novembre 2007 Si dimette dalla carica di leader dell’esercito pakistano il giorno prima che presti giuramento come presidente.

29 novembre 2007 Prende il giuramento presidenziale per la terza volta.

15 dicembre 2007Lo stato di emergenza è revocato.

18 febbraio 2008 Alle elezioni parlamentari, il partito di Musharraf, la Pakistan Muslim League-Q, finisce terzo nel voto, dietro al PPP, partito del compianto Benazir Bhutto, e alla Pakistan Muslim League-N, partito dell’ex primo ministro Nawaz Sharif.

18 ago 2008 – Annuncia le sue dimissioni da Presidente del Pakistan.

31 luglio 2009 La Corte Suprema del Pakistan ha stabilito che Musharraf ha violato la costituzione dichiarando illegalmente una norma di emergenza il 3 novembre 2007. La corte gli concede sette giorni per comparire e difendersi.

6 agosto 2009 Si rifiuta di rispondere alle accuse contro di lui e fugge dal Pakistan per la Gran Bretagna.

11 agosto 2009 Funzionari pakistani annunciano che Musharraf rischia l’arresto se torna in Pakistan.

1 ottobre 2010 – Lancia un nuovo partito politico, “All Pakistan Muslim League”.

12 febbraio 2011 Un mandato d’arresto di Musharraf è emesso da un tribunale pakistano, in connessione con l’assassinio dell’ex primo ministro Bhutto.

24 maggio 2011 In un’intervista a Piers Morgan Tonight della CNN, Musharraf condanna il raid che ha ucciso Osama bin Laden in Pakistan. Dice: “Nessun paese ha il diritto di intromettersi in un altro paese … In realtà, tecnicamente, se lo vedi legalmente, è un atto di guerra”.

16 marzo 2013Musharraf annuncia i suoi piani per tornare in Pakistan per guidare il suo partito alle prossime elezioni.

23 marzo 2013 – I talebani pakistani affermano che assassineranno Musharraf se tornerà nel Paese.

24 marzo 2013 – Musharraf torna in Pakistan dopo quattro anni di esilio. Gli viene concessa la cauzione prima del suo arrivo in Pakistan, quindi non viene arrestato al ritorno.

18 aprile 2013 – Un tribunale pakistano respinge la richiesta di Musharraf di proroga della cauzione e ne ordina l’arresto in un caso che sta affrontando per la detenzione di giudici nel 2007. I media pakistani riferiscono che Musharraf è stato posto agli arresti domiciliari.

20 agosto 2013 – Un tribunale pakistano incrimina Musharraf, accusandolo di omicidio per la morte di Bhutto.

31 marzo 2014 – Un tribunale speciale in Pakistan accusa Musharraf di alto tradimento.

3 aprile 2014 – Una bomba esplode pochi minuti dopo che il convoglio di Musharraf è passato attraverso un incrocio a Islamabad mentre viene trasportato a casa da un ospedale militare. La polizia pachistana afferma che si tratta di un tentativo di omicidio contro Musharraf. Nessuno è ferito.

18 gennaio 2016 – Musharraf e altri due ex funzionari vengono assolti da un tribunale antiterrorismo per l’uccisione di Nawab Akbar Khan Bugti, un leader nazionalista beluci.

11 febbraio 2016 – Dopo aver sperimentato la mancanza di respiro, Musharraf viene portato d’urgenza al Pakistan Navy Ship Shifa Hospital per essere sottoposto a test. Riceve cure per complicazioni legate a una condizione cardiaca, secondo la sua portavoce.

16 marzo 2016 – La Corte Suprema del Pakistan revoca il divieto di viaggio a Musharraf permettendogli di lasciare il Paese in attesa del processo per tradimento. Due giorni dopo Musharraf lascia il Pakistan per cercare cure mediche a Dubai.

31 agosto 2017 – Un tribunale pakistano nomina Musharraf un latitante della giustizia nell’assassinio di Bhutto. Musharraf vive in esilio autoimposto a Dubai dal 2016.

17 dicembre 2019 – Musharraf è condannato a morte in contumacia dopo che un tribunale speciale di tre membri di Islamabad lo ha condannato per aver violato la costituzione dichiarando illegalmente una norma di emergenza mentre era al potere.

13 gennaio 2020 – L’Alta corte pakistana di Lahore annulla la condanna a morte di Musharraf. Musharraf, che dal 2016 vive in esilio autoimposto a Dubai, può tornare liberamente in Pakistan.

Leave a Reply

Your email address will not be published.